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 Guida agli olii extravergini ( Slow Food)

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Dony

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Data d'iscrizione : 17.02.09

MessaggioTitolo: Guida agli olii extravergini ( Slow Food)   Mer Feb 18, 2009 12:11 pm

Con l’edizione in procinto di essere presentata domenica 15 giugno a Frascati (Rm), saranno otto le uscite della Guida agli Extravergini di Slow Food Editore. Dal 2001 ininterrottamente, l’appuntamento annuale con la guida sancisce un momento di riflessione e approfondimento sul variegato panorama dell’extravergine italiano, sempre scosso da fremiti, tensioni e negli ultimi tempi oggetto di attenzione crescente da parte dei consumatori. Merita dunque soffermarsi sui non pochi spunti di interesse emersi dalla recente indagine condotta a livello nazionale dalle numerose (una ventina) commissioni di assaggio di Slow Food, coordinate dai due curatori Tiziano Gaia e Diego Soracco.

L’extravergine italiano gode di ottima salute generale. Il che non significa – proprio perché “generale” – che le sue condizioni non conoscano di tanto in tanto scossoni in grado di metterne a repentaglio l’immagine. Ma il comparto, è fuor di dubbio, sta conoscendo un’impetuosa impennata qualitativa a livello nazionale, tanto da non poter più parlare di eccellenza “a macchia di leopardo”, ma di eccellenza “diffusa” in tutte le regioni italiane. Le 42 Tre Olive (un record, il primo di una lunga serie che snoccioleremo) sono distribuite su ben 15 regioni, tra cui il sorprendente Trentino, al suo primo massimo riconoscimento. Un segno dei tempi, nel senso di atmosferici, forse, ma non solo: il boom del Trentino arriva dopo l’exploit di Veneto, Lombardia, Piemonte, e non bastano le mutate o mutanti condizioni climatiche a spiegare il fenomeno, che va inquadrato in una nuova politica agricola tendente a valorizzare pratiche inedite in ambienti inediti. I risultati sono incoraggianti anche dal punto di vista quantitativo, considerato che l’olio premiato in Trentino è tutto fuorchè un “garage oil” e che in Veneto i numeri cominciano ad essere piuttosto pesanti, soprattutto nella “costa d’oro” della Val di Mezzane, nel veronese.

Scendendo lungo lo Stivale, sono da rimarcare le buone prestazioni della Toscana, abile a sfruttare le competenze tecniche dei suoi produttori per ovviare a una delle peggiori raccolte degli ultimi anni, e il clamoroso record del Lazio, premiato con 7 Tre Olive. Il caso laziale merita una cenno in più, perché sintomatico di che cosa può significare, per l’agricoltura di oggi, puntare coraggiosamente sulle varietà autoctone. La stagione olivicola straordinaria del Lazio è in buona parte dovuta a una riscoperta dell’Itrana, cultivar dell’omonimo comune (Itri) in provincia di Latina, che un manipolo convinto di produttori ha preso sotto l’ala protettiva dedicandovi cure, ambizioni e metodi colturali razionali: il risultato è stato che l’Itrana sta trascinando verso l’alto tutto il comparto olivicolo laziale, con un effetto “onda” paragonabile a quanto abbiamo registrato, un paio di anni fa, in Veneto, dove la cultivar Grignano – consigliata per l’espianto – è in realtà divenuta traino per la regione del Nord-Est. Tra le regioni meridionali si impongono Puglia e Sicilia (rispettivamente terza e seconda regione per numero di schede, alle spalle del gigante Toscano), che hanno beneficiato di un’ottima annata di raccolta dei frutti.

Importante novità della Guida agli Extravergini 2008 è l’assegnazione di un nuovo riconoscimento: si tratta degli oli “Eccellenti”, ossia quei prodotti che in degustazione sono risultati particolarmente brillanti, emozionanti, felici interpreti di un’annata, un terroir, una cultivar, pur senza raggiungere la fatidica soglia di punteggio necessaria per arrivare alle Tre Olive. Sono 37 gli Eccellenti del 2008, che sommati alle Tre Olive portano il bottino di riconoscimento a quota 79.

Le commissioni di Slow Food hanno assaggiato circa 2500 extravergini di provenienza nazionale o istriana (confermata la presenza di Slovenia e Croazia tra le pagine della pubblicazione), con numeri oscillanti dai 3 campioni piemontesi ai 500 toscani. Al termine delle 100 sessioni di degustazione locali sono stati assaggiati, da una commissione formata dai responsabili storici della guida, i 120 oli candidati ai premi. E, a conti fatti, sono risultati inseriti in guida 950 extravergini in rappresentanza di 680 aziende di 20 regioni. Anche questo, naturalmente, un record.

Ora è il momento delle uscite pubbliche: Slow Food sta predisponendo un calendario di presentazioni locali a partire dalla settimana del 16 giugno. Prima di quella data, nel week end del 14-15, toccherà ai Castelli Romani dare il benvenuto alla nuova edizione, con un programma molto fitto di appuntamenti e iniziative che culminerà nella premiazione dei migliori extravergini d’Italia, domenica 15 giugno. L’evento è organizzato e coordinato da Slow Food Lazio, in partenariato con i principali enti territoriali della regione.
Fonte: slowfood
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